Valorizzazione delle biomasse di scarto e dei sottoprodotti agricoli per garantire lo sviluppo del settore del biometano

BioBANG installato su impianto biometano in Italia.

L’Associazione Europea del Biogas (EBA) e la “Gas Infrastructure Europe” (GIE) hanno appena pubblicato la seconda edizione dell’”European Biomethane Map” che raccoglie tutte le informazioni relative agli impianti biometano nuovi ed esistenti per l’anno 2020. L’analisi dei dati raccolti mostra che il numero di impianti di biometano in Europa è aumentato del 51% in 2 anni, da 483 nel 2018 a 729 nel 2020. Attualmente ci sono 18 paesi che producono biometano in Europa. La Germania ha la più alta percentuale di impianti di biometano (232), seguita dalla Francia (131) e dal Regno Unito (80).

Anche le parole del segretario generale dell’EBA, Susanne Pflueger, dimostrano che la produzione di biometano in Europa sta venendo sempre più presa in considerazione anche a livello politico all’interno degli stati membri:

“Negli ultimi anni, lo sviluppo del biometano ha registrato un’ascesa dinamica e questo aumento del 51% del numero di impianti di biometano negli ultimi due anni conferma questa tendenza positiva. La nostra industria sta già producendo 23 TWh di questo gas verde. Entro il 2030, il settore potrebbe sostanzialmente aumentare la produzione a 370 TWh e raggiungere 1.170 TWh entro il 2050. L’UE ha bisogno di soluzioni di gas verde come il biometano. Il sostegno politico è essenziale per massimizzare il dispiegamento necessario del biometano e garantire l’integrazione del settore intelligente”.

Per questo motivo, anche le biomasse di scarto e i sottoprodotti agricoli sono sempre più presi in considerazione per la loro valorizzazione nel biometano, soprattutto per gli impianti che vogliono fare biometano avanzato.

Spesso però l’utilizzo di questi prodotti risulta complicato e di difficile attuazione, soprattutto per gli impianti biogas che vogliono attuare un Re-Powering verso il biometano. Infatti questi sono impianti progettati per essere alimentati a colture energetiche, quindi con volumi compatti e bassi tempi di ritenzione. inserire biomasse a più alto contenuto di fibra (come la paglia, il frumento, l’arundo donax etc…) al posto dell’insilato di mais, comporta una riduzione della resa e uno squilibrio nella gestione idraulica dell’impianto, poiché queste biomasse non riescono ad essere digerite nei normali tempi di ritenzione dell’impianto e tendono a stratificare in superficie rendendo difficoltoso il lavoro dei miscelatori e formando in poco tempo croste superficiali che influenzano negativamente la produzione dell’impianto.

Il pretrattamento apportato da BioBANG tramite la cavitazione controllata permette di superare queste barriere, andando ad aumentare l’efficienza delle biomasse di scarto e dei sottoprodotti agricoli, valorizzandone il loro uso all’interno dell’impianto biometano.

Infatti l’effetto innovativo della cavitazione di BioBANG disgrega, omogeneizza e liquefa queste biomasse garantendone il loro utilizzo.

BioBANG infatti permette di ridurre il tempo di ritenzione della fibra e aumentare la velocità di produzione di biometano da parte dei batteri, di migliorare significativamente la viscosità del prodotto nei digestori prevenendo lo sviluppo di stratificazioni in superficie e ottimizzando il lavoro dei miscelatori e di ottimizzare il rapporto solido/liquido riducendo la frazione liquida a favore di quella solida e ottimizzando i volumi e le rese dell’impianto.

In questo modo BioBANG garantisce il completo riutilizzo delle biomasse di scarto e dei sottoprodotti, valorizzando anche la loro sostenibilità ambientale e il loro riuso all’interno di un’economia verde circolare, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo del biometano in Europa, come dice Boyana Achhovsky, Segretario Generale del GIE:

“Il biometano ha molte esternalità positive al giorno d’oggi e non vedevamo l’ora di presentare il recente sviluppo di questa tecnologia in Europa. È già stato dimostrato da numerosi studi che un sistema di energia completamente rinnovabile in cui il biometano svolge un ruolo importante in una combinazione intelligente con l’elettricità rinnovabile e l’infrastruttura esistente ben sviluppata in Europa offre la migliore soluzione per l’integrazione dei sistemi energetici conveniente e resiliente. Lo sviluppo di rifiuti in soluzioni energetiche, di cui il biometano, ad esempio, fornirà l’energia flessibile che cerchiamo. Creerà anche economie locali circolari e decarbonizzate e in Europa abbiamo già tutti gli ingredienti per realizzare questo obiettivo”.

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